A volte vien da pensare che se tornassero in vita i nostri nonni o bisnonni, quelli che hanno combattuto a fianco degli alleati per liberarci dai nazifascisti, metterebbero al muro coloro i quali oggi, fingendo di ispirarsi alla resistenza, stanno riportando in vita proprio quelle turpi ideologie.
Altro che film distopici, con i nazisti nascosti in Amazzonia intenti a manipolare il dna del Führer per resuscitarlo e continuare la battaglia: costoro hanno soltanto dovuto aspettare qualche decennio perché il virus – che ha un nome diverso per ogni periodo della storia ma è sempre lo stesso – riprendesse forza.
Molti pensatori ritengono che sia inutile definire “fascisti” (o come diciamo noi “fascisti 2.0”) questi sedicenti progressisti, essendo sufficiente la nomenclatura corretta: comunisti. Può darsi. Ma in verità siamo ormai di fronte non più ai tradizionali estremi che si toccano, bensì al raggiungimento di una vera identità. La geopolitica del Medioriente ha scoperchiato il tombino, e da qualche tempo non si fa più nemmeno finta di criticare la politica israeliana, ma si passa direttamente all’odio e all’aggressione fisica nei confronti degli ebrei in quanto tali. Quello che insieme a Mussolini doveva essere l’uomo più odiato dei tempi moderni diventa allora una sorta di alleato da citare, l’Hitler che “non ha finito il lavoro”. E si ripropone l’antico accordo nazionalsocialista con l’islam – l’ideologia più lontana dal progressismo che sia mai esistita – nelle cui terre, tra l’altro, fioriscono le traduzioni arabe del Mein Kampf. Più volte abbiamo pubblicato illustrazioni in cui giovani con la kefiah palestinese sventolano bandiere con la croce uncinata (mentre gli scarafaggi di seconda generazione, qui, si occupano di aggredire gli inutili disabili).
Questa follia che chiamano proPal, alimentata e finanziata dai tagliagole maomettani (e dai globalisti), sta evolvendo come un organismo geneticamente impazzito trascinando masse, decerebrate ma violente, che ormai non hanno più nessun legame con un’ideologia di partenza (se non il disgustoso e interessato appoggio di partiti ormai al limite della criminalità), ed è possibilissimo che tra poco vedremo sventolare i vessilli del Reich. In fondo, se sostengo apertamente di voler cancellare i giudei dal fiume al mare, perché dovrei vergognarmi di dichiararmi nazista? Forse perché i “compagni” dell’arco parlamentare a questo punto mi abbandoneranno? Quelli che difendono le donne alleandosi con chi le lapida?
Cameragni
C’è un episodio recente che dimostra l’unità di intenti di questa umanità psicopatica, indipendentemente dalle bandiere. Negli Stati Uniti, il dipartimento di Giustizia ha incriminato una celebre associazione “antifa”, il Southern Poverty Law Center, per avere finanziato il Ku Klux Klan con oltre 4 milioni di dollari. Considerato uno dei massimi gruppi anti-hate d’America, splc ha individuato alcuni membri di spicco che stavano per abbandonare il kkk. Temendo che con l’indebolirsi del Klan sarebbero contemporaneamente diminuite le donazioni a chi lo combatte, splc ha preso contatto con i transfughi, li ha convinti a rimanere e, con i proventi delle “offerte” progressiste, ha cominciato a finanziare raduni razzisti, nuove sedi, acquisto di mantelli e cappucci, nonché combustibile per incendiare le croci.
Come si diceva, rispetto, che so, all’acquisto di ville di lusso da parte della dirigenza di Black Lives Matter, questo è un notevole passo avanti verso un nuovo posizionamento politico.












