Raimondo Domenig, L’italianizzazione della Valcanale, Aviani&Aviani, 2026 Cividale del Friuli
Il libro (bilingue italiano/tedesco) ripercorre la transizione della Valcanale, di lingua germanica, dall’Impero Austro-Ungarico al Regno d’Italia. Domenig analizza i documenti ufficiali del commissario Mistruzzi e la resistenza identitaria di una terra di confine, raccontata con il cuore e il rigore della ricerca storica.
Dopo la vittoria, con il Trattato di San Germano del 1919 lo spostamento del confine verso nord incorporò alcune comunità germaniche, trasformando gli abitanti di lingua germanica in sudditi del Regno d’Italia. Seguì il famigerato afflusso di funzionari italiani con il noto sistema della sostituzione etnica.
Lo sgomento degli autoctoni provocò una prima ondata di emigrazione verso la Carinzia. Il fascismo proseguì l’abietta campagna di italianizzazione forzata. Il commissario Carlo Mistruzzi scriveva nella sua relazione del maggio 1922 al governo: “In primo luogo bisogna rinsaldare la compagine degli italiani […] secondariamente bisogna battere inesorabilmente l’elemento pangermanista dominante dappertutto e dare quindi l’impronta di italianità al circondario affermando la supremazia italiana”.
Il volume di Raimondo Domenig opera quindi un confronto tra la strategia dello Stato italiano per sottomettere un’area vitale per la difesa e i trasporti ferroviari, e le voci che testimoniano la situazione psicologica a materiale della popolazione locale.
Il libro verrà presentato ufficialmente il 20 febbraio alle 18.30 presso il Museo Etnografico di Malborghetto (UD). Per informazioni: 042864970.











