Il parlamento non può diventare un club a numero chiuso. È la preoccupazione di tutti quegli esponenti di minoranze etno-linguistiche e regionali che vedono nel disegno di legge A.C. 2822-B un muro invalicabile per la partecipazione alla vita politica della Repubblica Italiana.
Tra le voci di protesta quella di Roberto Gremmo, segretario del neonato Comitato difesa lingue minoritarie. “Come studiosi e difensori delle minoranze linguistiche”, comunica Gremmo, “chiediamo che nella nuova legge elettorale sia facilitata la presentazione di liste espressamente rappresentanti le comunità linguistiche minoritarie, esentandole dalla raccolta di firme nelle circoscrizioni di loro competenza, dando pratica attuazione al dettame costituzionale”.
Sempre a fine settembre, tredici organizzazioni autonomiste, territoriali, identitarie e civiche si sono unite per presentare un’istanza al presidente della Repubblica, chiedendo il rinvio alle camere del disegno di legge. “Antidemocratico e anticostituzionale”, si sostiene nell’istanza, “è in particolare l’innalzamento dell’onere della raccolta delle firme necessario alla presentazione delle liste elettorali. Una previsione che, per le forze politiche non beneficiarie delle esenzioni previste dalla normativa, porta il numero delle sottoscrizioni richieste per collegio da 1500-2.000 a 6000-7000, con un incremento che può arrivare a quadruplicare l’onere richiesto.
Non contestiamo il principio della raccolta delle firme. Contestiamo la costruzione di un ostacolo che rischia di rendere di fatto impossibile per nuove forze politiche sottoporsi al giudizio degli elettori.
Mentre cresce l’astensione, invece di interrogarsi sulle ragioni della disaffezione politica, si rischia di rendere ancora più difficile la nascita di nuove proposte.
A essere particolarmente penalizzate sono le realtà territoriali, regionali, identitarie e autonomiste: forze che rappresentano comunità, territori e istanze politiche reali.
Per questo ci rivolgiamo direttamente al presidente della Repubblica, nella sua funzione di garante della Costituzione, chiedendo di valutare il rinvio alle camere del provvedimento ai sensi dell’articolo 74 della Costituzione. Richiamiamo, in particolare, i princìpi contenuti negli articoli 3, 49 e 51 della Costituzione, che riguardano l’uguaglianza, la partecipazione politica e l’accesso alle cariche elettive”.
L’istanza è stata sottoscritta da:
Simone Albertini – Bologna Città e Provincia Autonoma
Claudio Bertolutti – Patrie Furlane
Roberto Castelli – Partito Popolare del Nord – Autonomia e Libertà
Vito Comencini – Popolo Veneto
Guglielmo De Marinis – Movimento Autonomista Toscano
Michele Favero – Indipendenza Veneta
Paolo Grimoldi – Patto per il Nord
Massimo Iaretti – Movimento Progetto Piemonte
Davide Lovat – Gruppo Consiliare Regionale: Szumski Resistere Veneto
Simone Montagnani – Comitato Libertà Toscana
Gabriele Padovani – Area Liberale
Alessandro Signorato – A Difesa del Territorio
Riccardo Szumski – Resistere Veneto











