È uscito per Mauna Kea Edizioni il primo libro di Russell Means in italiano: Se hai dimenticato i nomi delle nuvole. Introduzione al pensiero e alla filosofia degli Indiani d’America, di Russell Means e Bayard Johnson, un’opera intensa e necessaria che porta al pubblico italiano il pensiero di una delle figure native più incisive, carismatiche e discusse del Novecento.
Russell Means (1939-2012), oglala lakota, attivista, oratore, attore e protagonista dell’American Indian Movement, è stato una delle voci più riconoscibili della resistenza indigena contemporanea.
Partecipò alle grandi mobilitazioni per i trattati, la sovranità e la restituzione delle terre, fino all’occupazione di Wounded Knee del 1973. Attivista, oratore, scrittore e attore, portò la condizione dei popoli nativi davanti all’opinione pubblica internazionale, trasformando la propria voce e la
propria immagine in strumenti di lotta. Negli ultimi anni tornò a vivere nella riserva di Pine Ridge.
La parola di Russell Means non cercava conciliazioni facili. Nominava la ferita coloniale là dove la narrazione dominante preferiva rimuoverla: trattati violati, terre sottratte, lingue minacciate, spiritualità represse, bambini allontanati dalle famiglie, popoli trasformati in “questione” politica perché decisi a non scomparire.
Ma Se hai dimenticato i nomi delle nuvole non è soltanto un libro di denuncia: è un testo di visione. Attraverso la voce di Means e la scrittura di Bayard Johnson, il lettore incontra una concezione del mondo fondata sulla relazione con la Terra, sulla Legge naturale, sulla responsabilità verso la comunità, sul ruolo degli Antenati, sulla memoria e sul diritto dei popoli a nominare se stessi.
Il volume invita a superare l’immagine consumata dell’“indiano d’America” come figura del passato, del folklore o della nostalgia. Al centro non c’è uno stereotipo ma un pensiero vivo: politico, spirituale, ecologico, profondamente radicato nella storia e ancora capace di parlare al presente.











