Lo si incontrava con la piccola macchina fotografica appesa al collo, Stéphan Sayeb; sembrava fosse di passaggio, ma quando si vedevano le foto che aveva scattato la sua capacità di cogliere l’istante appariva straordinaria.
L’ho conosciuto nel parco di Paofai: qui in Polinesia Francese ci si ferma spesso a parlare anche con chi non si conosce, e la mia sorpresa è stata grande quando ho capito che era proprio lui il fotografo di cui il Conservatorio mi inviava le foto da pubblicare su questa rivista.
Stéphan, mi mancheranno i tuoi generosi consigli su come migliorare i miei video, la tua disponibilità, il buon umore dilagante che hai mantenuto fino alla fine.











