Un saggio sul fascismo magico

Tra i molti contraddittori volti del regime fascista non poteva mancare quello esoterico, inevitabile per un movimento nato nel 1919 in una sede massonica milanese.
Con la benevola tolleranza dell’ex cartomante Benito Mussolini, durante il Ventennio operarono impunemente i più disparati gruppi iniziatici, da quelli teosofici agli antroposofici steineriani. Non mancarono i seguaci delle discipline yoga, gli spiritisti e gli occultisti; tutti rigorosamente disciplinati agli ordini del loro Duce e pronti a mettere la loro presunta “forza psichica” al servizio della Patria fascista.
Vissero nell’Italia in camicia nera personaggi autorevoli, come il famoso clown Grock che costruì a Imperia una villa con simbologie massoniche, lo scrittore americano Ezra Pound suggestionato dall’aldilà, la moglie del banchiere Toeplitz fanatica dell’Oriente iniziatico, i santoni indiani Tagore e Khrisnamurti, il sensitivo torinese Rol e la sua amica, la pianista francese Brard, amante di Benito e affascinata dal mondo dell’Occulto.
Mimetizzata da “Ordine di beneficenza San Giovanni di Scozia”, non ebbe mai fastidi la Massoneria di Piazza del Gesù di Raoul Palermi.
La polizia politica tenne invece d’occhio con sospettosa insistenza gli “occultisti-satanisti” Evola e Righini, i buddisti dell’anarchico Ravasini, la medium Elena Cappelli che si pretendeva seguace di Davide Lazzaretti, i tanti presunti veggenti e l’effimera Fratellanza Rosacroce venuta dal Brasile con il discendente del mago Cagliostro.
Dai documenti inediti dell’Archivio Centrale dello Stato, “dissepolti” con la consueta perizia, Roberto Gremmo fa emergere un impensabile e inquietante mondo di piccoli cultori delle più eccentriche discipline iniziatiche, e non mancano le prove sulle frequentazioni massoniche del fratello del Duce, sempre abilmente tenute nascoste dalle camicie nere.

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