Due gruppi di canto per questa quarta serata nella seconda settimana della Heiva I Tahiti, TAMARI’I MAHINA RAROMATA’I in categoria Tārava Raromata’i, TUPU AU in categoria Tārava Tuha’a Pae e due gruppi di danza ’O TAMARI’I AFAREAITU in categoria Hura Ava Tau e TAHITI ORA, Hura Tau, professionisti.
Gruppo ’O TAMARI’I AFAREAITU
Categoria: HURA AVA TAU
Data di fondazione del gruppo: marzo 2016
Capogruppo: Turumai Winnie REIA-TERAI
Autrice del tema: Turumai Winnie REIA-TERAI, con il contributo di Tehea MARUHI-NAHEI
Direttore d’orchestra: Rupena TERE
Coreografe: Winnata MAITIA-TERAI e Catherine PAPA
Ra’atira della preparazione coreografica e assistente coreografa: Maerehia TERIIPAIA
Autori e compositori dei canti: Turumai Winnie REIA-TERAI, Winnata MAITIA-TERAI, Rupena TERE e Timeri MANATE
Responsabile degli arrangiamenti e del coro: Timeri MANATE
’Ōrero, oratrice in concorso: Maerehia TERIIPAIA
Migliore danzatrice: Tiehau MAUEAU
Miglior danzatore: Tama NUU
Titolo dello spettacolo: La tua medicina, la tua fede
Presentazione del gruppo
Ecco Afareaitu, la Casa di Dio, la Casa Reale, Afareaitu dalle innumerevoli storie d’amore.
Afareaitu, culla del rinnovamento, si estende da Manino fino a Paroa.
La grande ’Aimeho, ’Aimeho dalle otto irradiazioni, tende ancora una volta la mano a questa gioventù di Mo’orea, accompagnandola sul palcoscenico di Tō’atā.
Rallegriamoci!
I progetti di Ta’aroa si sono compiuti.
«Se danzi, canti anche»: questo è sempre stato il loro motto.
Così come danza e canto sono inseparabili, anche la rā’au mā’ohi (la medicina tradizionale mā’ohi) costituisce parte integrante della loro identità Mā’ohi e della loro fede Mā’ohi.
È questa la convinzione che la compagnia ’O Tamari’i Afareaitu desidera esprimere attraverso il proprio tema: La tua medicina, la tua fede.
Riassunto del tema: La tua medicina, la tua fede
Con la sua voce delicata, Miri racconta come il profondo amore che univa i suoi genitori li abbia aiutati ad accettare il destino di non poter generare un figlio, nonostante il ricorso alla medicina tradizionale. Racconta anche come la loro fede incrollabile abbia dato loro la forza di affrontare la prova dell’infertilità.
Trascorsero sei lune e, finalmente, gli antenati risposero alle loro suppliche. Fu loro affidata una neonata, una bambina, che adottarono e chiamarono Miri. La crebbero circondandola d’amore, di benevolenza e di rispetto, e le trasmisero il loro sapere: la conoscenza delle piante medicinali, dei gesti e delle preghiere necessari per curare e guarire.
Oggi Miri sente il cuore stringersi e si interroga: chi sarà il prossimo guaritore? Nessuno dei suoi figli sembra disposto a raccogliere il testimone! Eppure, nonostante i dubbi e le incertezze, conserva la fede e decide di trasmettere al suo nipote il patrimonio di conoscenze ricevuto in eredità, affinché la catena del sapere continui a vivere per sempre.
Gruppo TAMARI’I MAHINA RAROMATA’I
Categoria: TĀRAVA RAROMATA’I
Ra’atira del gruppo: Smoeata TEAOTEA
Autore del tema: Hitiura MERVIN
Ra’atira della preparazione: Euhenia TETUANUI
Compositore dei canti: Timi TETUANUI
Titolo del tema: Invocare il tempo
Presentazione del gruppo
Tamari’i Māhina è un gruppo di hīmene, canto, profondamente radicato nella storia e nell’anima del proprio Va’a Mata’eina’a, distretto, che riunisce voci accomunate dalla passione per il canto polifonico e dal desiderio di preservare i saperi ancestrali.
Fin dalla sua prima partecipazione alla Heiva i Tahiti nel 2015, il gruppo si è distinto per un percorso di grande rilievo:
2º premio nella categoria Tārava Raromata’i,
1º premio nella categoria ’Ūtē Paripari,
premio per il miglior costume,
Nuovi riconoscimenti nel 2017:
2º premio nella categoria Tārava Raromata’i,
2º premio nella categoria ’Ūtē Paripari,
1º premio nella categoria Rū’au.
Nel 2018
1º premio nella categoria Tārava Raromata’i,
3º premio nella categoria ’Ūtē Paripari.
Nel 2019 e nel 2022:
2º premio nella categoria Tārava Raromata’i.
Ritorno trionfale nel 2023:
1º premio nella categoria Tārava Raromata’i.
Doppia vittoria nel 2024:
1º premio nella categoria Tārava Raromata’i,
1º premio nel ’Ūtē Paripari;
Nel 2025
1º premio nel Tārava Raromata’i,
2º premio nel ’Ūtē Paripari
3º premio per il miglior autore.
Grazie alla forza delle sue voci e alla costanza del suo impegno, Tamari’i Māhina si afferma oggi come uno degli ensemble di hīmene più autorevoli della sua generazione.
Una sola voce, un unico fervore, un solo popolo.
Riassunto del tema: Invocare il tempo
In Polinesia, il tempo è concepito come un ciclo vivente, intimamente legato ai ritmi della natura, agli astri e alle stagioni, che regolano le attività sociali, economiche e rituali.
Questa concezione del tempo affonda le proprie radici in una cosmogonia secondo la quale l’universo nasce dal Pō, la notte primordiale, per accedere al Ao, il mondo della luce e degli uomini. Si instaura così un tempo scandito da alternanze simboliche e mitiche, illustrate in particolare dalle imprese dell’eroe Māui.
I Polinesiani svilupparono una sofisticata astronomia pratica, indispensabile per la navigazione, l’agricoltura e la pesca, mentre i calendari tradizionali organizzavano la vita della comunità e fondavano la legittimità del potere politico.
HĪMENE RŪ’AU
I te ra’i marehurehu tarava noa ai te hui fetu
He’e marie, he’e ata, ‘a poni te Rā i te po
Tomo atu i roto i te tau mōmo’a è
Tauahi te papa ni’a ‘e te papa raro, fano te va’a atua, te va’a tupuna
lā Rūmia hiti mai te ‘uo ā Hiro, vi te taura pāuma i te Mara’ai
Tau mānavanava, tutu’ura’a i te pi’i tumu
Fa’ataimera’a ia mahie te huero, ia tupu ‘e ‘ia hotu à
Rahui, tau e tupu hau noa te mau i
Moe hau marū te hoe, tarava te tino va’a
‘A po’i (te) to’o ra’a i raro a’e i te fare iamahana
‘Ua ho’i te ra’a i te aora’i atua
Ma’iri te unu ‘ei ‘ārere manu tapu ē
‘Atae ‘ura pura ē, parāoa tuapu’u tē fano mai ra
Te marae ra’a, te moana nui a Ta’aroa e
Te tumu ‘orā rau re’ are’a i te tau anuanu
Te ata pa’ari māre’are’a, ‘o Ro’o-huri-tau, ia ‘oe te ta’u è
‘O Ro’o i te Põ, ‘o Ro’o i te Ao, atua o te ‘ohura’a (o te) tau
Ro’o-mauri è, rēreva te mauri i te ta’i o te mãuriuri e
lā Auunuunu ra te hui fetū e moe ai i te paera’i
Te tau ‘o ‘Ana-mua i te Pou-tomora’a, e fare atua ‘o Ta’aroa
‘Ana-mua i te tau rua poto, e ma’iri ‘oi’oi te rā
‘Ua huri te matau ‘auhopu i te pāuma, ‘ o Pipiri mā
I te ra’i Matari’i i raro o te nu’u tahu’a nui ē ‘ei pou fare
‘O ‘Ana-muri, Pou fa’arava’ai atu i te ‘a’ahi ‘ei pou fa’a’ ere’era’a
‘O ‘Ana-roto, Pou-ti’ amā-Ta’aroa, hopu i te moana ‘ia mā
‘Ana-tipu, Pou hiti-nia’a, Pou tia’ira’ a, o te tia’i feti’i
“Orerorerora’a ‘ei Pou, ‘o “Ana-heu-heu-po
‘Ana-tahu’a-ta’ ata-metua-te-tupu-mavae, Pou ti’ara’a
‘Ana-tahu’a-vahine-o-toa-te-manava, ‘ei Pou vāna’ana’ara’a
lā ‘oe e ‘Ana-varu ē ‘e Pou nohora’a, te ‘Ana-iva ‘ei Pou haerera’a
E reo nõ ‘oe e ‘Ana-ni’a, fa’ arava’ ira’a-i-te-ra’i-‘oti a
Hou ‘a tomo atu i te tau raro, ‘ia ineine te nūna’a Mā’ ohi ē
Te ‘uru ‘e te taro pāpāhia riro ‘ei tỉ’ō’ō ‘ei mahi
‘A ho’i i te tumu tahi,
‘a ho’i i tō pāpā tahıto ra
Te rahura’a o te Ao ‘ei niu tau ‘e ‘ei papa tau
‘A ta’u te tau, ‘ia tau noa ā te tau,’a hiti tau noa ā atu
E ora te nūna’a ē, te tua, te mo’o, te tuamo’o
E ora te nūna’a ē, te tiare, te heitiare ē
Canto antico
…
Al crepuscolo, la costellazione appare nel cielo.
Scivola tra le nuvole mentre il sole scompare, annunciando l’inizio del tempo delle restrizioni.
Il mondo di sopra e quello di sotto si ricongiungono; la piroga divina e la piroga degli antenati si allontanano.
Nella volta celeste si innalza l’aquilone di Hiro, le cui funi sono tese dal Mara’ai, vento di sud-est.
Si apre la stagione della riflessione, della meditazione e dell’insegnamento.
Il rāhui, proibizione, è il periodo in cui gli esseri viventi possono crescere in pace.
La pagaia riposa, mentre la piroga rimane distesa nella quiete.
Il to’o, idolo, viene avvolto e deposto sotto il fare lamanaha, luogo consacrato al dio ’Oro.
Il sacro ritorna al regno degli dèi. Gli unu, messaggeri divini, scompaiono.
I fiori scintillanti del ’atae, eritrina di Tahiti, annunciano il ritorno delle megattere.
L’oceano diventa il santuario di Ta’aroa, dio creatore del mondo.
Il tumu ’ora, albero della vita, lascia cadere le sue foglie ingiallite sotto l’effetto del freddo.
Nuvola dorata e gelida, simbolo di Ro’o-huri-tau, personaggio della mitologia polinesiana, a te rivolgiamo le nostre invocazioni.
Il Pō, la notte, e l’Ao, il giorno, ti appartengono, tu, dio dei cicli.
Ro’o-mauri, le anime si elevano al canto dei grilli.
Le Pleiadi scompaiono all’orizzonte, ad Auunuunu, ornamento del luogo sacro.
Giunge il tempo di ’Ana-mua, Antares, stella della costellazione dello Scorpione, a Pou-tomora’a, dimora del dio Ta’aroa.
Ad ’Ana-mua, i giorni si accorciano e il sole declina rapidamente.
L’amo da pesca si trasforma in aquilone: è il tempo di Pipiri-mā, altra stella della costellazione dello Scorpione.
Nel cielo di Matari’i i Raro, del tramonto della costellazione delle Pleiadi, i pilastri della casa si ergono come grandi sacerdoti.
’Ana-muri è il pilastro dei pescatori e dei tatuatori.
’Ana-roto è quello della purezza e delle cerimonie d’immersione.
’Ana-tipu è il pilastro del custode della famiglia.
’Ana-heu-heu-po è quello delle deliberazioni e degli oratori.
’Ana-tahu’a-ta’ata-metua-te-tupu-mavae è il pilastro sul quale ci si appoggia.
’Ana-tahu’a-vahine-o-toa-te-manava rappresenta l’eloquenza, la conoscenza e il sapere sacro.
’Ana-varu è il pilastro della dimora, mentre ’Ana-iva è quello dell’uscita.
’Ana-ni’a è il pilastro presso il quale si pesca ai confini del cielo.
Prima di entrare nella stagione di Matari’i i Raro, il popolo deve prepararsi.
Occorre ridurre in pasta il taro e lo ’uru, frutto dell’albero del pane, affinché possano essere conservati.
Ritorna alle tue origini e costruisci sulle fondamenta degli antenati.
Ricordati della creazione del mondo e dell’istituzione del tempo primordiale.
Invocate il tempo: che il tempo si compia, oggi e per sempre.
Il popolo vivrà saldo come il dorso, la lucertola e la colonna vertebrale.
Il popolo vivrà attraverso le nuove generazioni, come una corona deposta sulle nostre spalle.
TĀRAVA RAROMATA’I
Mata moe te tau raro, mata ara te tau ni’a
Pata te fetu ‘ofa’a i te ‘apu o te ra’i ia Rumia nui ē
Mānava i nā tau marama ‘o Tema tāmā
Mānava ia Te’eri fa’atupu ora
I te maruāpo o te ‘amo’amo (a’e) o te fetū ‘ana,
(‘A) rara’o o Nūna’a i tona va’a-mata’eina’a
(‘A) fano i te pae ra’i, (‘a) noho i te tāne ra iā Matāri’i
Fanau (a’era) tā rāua Ari’i, ‘o Fenua-‘Aīa
‘Ei papa tau, ‘ei ora tau roa
Mano hotu rau te māa i ni’a na
Tini honu rau te ‘ina’i i raro nei
Te fenua ‘e te moana ‘ei ‘āere atua
Tau hau, faufa’a tumu i vaiihohia mai
Tü te taura u’i, tā‘ai ‘a ru’u te fenu
Tü tahi te u’i pou (‘ei) papa nõ te u’i hou
Matari’i e ‘ia ora ē, Matari’i manava ē
‘Ūa’a puai te pua no’ano’a i te hupe a fa’a
E pua Matari’i é, pua hau’ou nō Tāne atua
‘Ofa’ara’a honu i te one, ta’ita’i te manu ‘upoa
‘Uru iti mata rau mãa hotu ora,
Tau Mā’ohi, ‘ua re’are’a te tau matahiti
Māra’ara’a o te ‘auhopu e horo a’u i te ature ‘ia pātiti
Parara’a mata hiti, fariu te puna, ‘ēie te hotu nui
‘Ua ara te nu’u ‘arioi, va’a tei fano mai i te fenua nei,
Te fare ‘arioi i te mata ihi rau é
I raro a’e i te tâmaru o te atua ‘Oro E putu, e mumu, e ruru nō te poropa
‘Ei oho nó Romatāne, ‘ei o nõ te mau atua
‘Va ‘upa, ‘ua pehe, ‘ua heiva ana’e ra
‘Arioi i na papa e va’u è, ‘arioi i te tātau ra’a (‘iri)
‘Va ta’i te pahu ‘o Ava-mo’a
Hume te ari’i (i) te maro ‘ura nō te ‘orō’a mō‘a
‘Ua mau te tiri i te viriviri, taratara i te ‘aha ‘ia mātara
‘Ua mahuta te ‘aitu iti hau roa nei
‘A pa’ipa’i i te tō‘o e fa’aau i te atua
‘Ia noho te atua i tōna vāhi tapu ē
E pa’i-a-atua, e mata to’i te núna’a Fenua hou, ‘ua ‘ūmatatea te tiare rau
Manava Matari’i é, ‘ia ora Matarí’i ē
E rima tanu i te tau matari’i i raro
E rima ‘ato i te tau matari’i i ni’a
E poro’i iā ‘oe, e te nūna’a tumu ē
‘Ua ‘ohu ia tau, ‘ua he’e ia tua, ‘ua tū ia ưi
‘Ua tau a tau, ‘e’a tau ā, noa atu te tau, ‘ua tù noa ‘oe
Tama-ari’i Māhina ē, ‘a tau !
La stagione di Matari’i i Raro si assopisce, mentre si risveglia quella di Matari’i i Ni’a.
Il nido delle stelle si innalza nella sacra volta di Rumia.
Matari’i appare durante Tema, il ciclo dell’abbondanza, il tempo reale,
momento in cui si rendono onori alle divinità.
Sotto lo splendore degli astri,
la piroga scivola, sospinta dal mana, energia, della terra ancestrale.
Lunga vita alla nostra fenua, terra, fondamento vivente della nostra identità.
I frutti abbondano sui rami
e le profondità dell’oceano pullulano di vita.
La terra e il mare formano un unico corpo,
santuario degli dèi.
È il tempo della pace, dono ricevuto dagli antenati.
L’intreccio delle generazioni rimane saldo,
unendo i pilastri di ieri alle fondamenta di domani.
Matari’i i Ni’a, sorgere delle Pleiadi, eccoti.
Il pua, fiore, sboccia e diffonde nell’aria il suo profumo.
Fiore di Matari’i, fiore sacro del dio Tāne. (È anche il nome di una località dell’isola di Vava’u o Bora Bora: Tu-pua-‘o-Matari’i o Te-pū-Matari’i.)
Sulla sabbia nera le tartarughe tornano a deporre le uova.
Gli ‘uru, frutto dell’albero del pane, si gonfiano, promesse mature sospese ai rami.
È il tempo dei Mā‘ohi, la stagione della gioia e delle celebrazioni.
I tonnetti e i sugarelli si radunano in grandi banchi.
È il tempo in cui maturano i frutti dell’anno.
Gli ’arioi, confraternita di attori, si risvegliano e le loro piroghe fanno ritorno alla terra.
La Casa del Sapere, dimora sacra,
si trova sotto la protezione del dio ’Oro.
Il popolo raccoglie i doni della natura
offre alle divinità i primi frutti del raccolto.
Si canta, si declama, si celebra:
è il tempo della magnificenza.
Gli ’arioi dagli otto strati,
con la pelle segnata dai tatuaggi che custodiscono la memoria.
Sul marae del capo,
Lo ’ari’i, il capo, si cinge della sua cintura sacra.
Il to’o, idolo, viene rivelato:
le piume vengono rimosse, il tapa, involucro di tessuto vegetale, viene sciolto
e avvolto con cura per accogliere la presenza divina.
È il pā’iatua, cerimonia d’abbigliamento dell’immagine di dio con un nuovo abito, contemplato nel silenzio.
Nasce una nuova stagione
e con essa la vita si rinnova.
Matari’i, le Pleiadi, ritornano.
Le mani piantano durante Matari’i i Raro, il tramonto delle Pleiadi
per raccogliere durante Matari’i i Ni’a, sorgere delle Pleiadi.
Popolo di questa terra,
ascolta questo messaggio:
Osserva il cielo stellato.
Ecco il tempo che rinasce,
il ciclo eterno.
E i figli di Māhina sono liberi.
Gruppo TUPU AU
Categoria: TĀRAVA TUHA’A PAE
Data di fondazione del gruppo: 2005
Capogruppo: PAPARA TEAPA
Ra’atira: AVAE RAHITI
Autore del tema, dei canti e compositore: TEREOPA NITOTEMO
Traduttrice: Erena Marie
Titolo del tema: I toponimi di Rimatara
Presentazione del gruppo
Tupu-Au è un’associazione fondata da un gruppo di persone originarie di Rimatara che si sono stabilite a Tahiti per viverci.
Poco alla volta, il gruppo è cresciuto, proprio come l’acqua che cade goccia dopo goccia in un recipiente fino a farlo traboccare. Quell’acqua diventa allora un fiume che favorisce lo sviluppo dell’ambiente che attraversa, così come le persone che entrano a far parte del gruppo.
Questo popolo cresce lentamente ma con sicurezza, senza mai interrompere il proprio cammino, fino ad ampliarsi e a riunire altri gruppi che si uniscono ad esso.
L’arrivo del calendario occidentale ha introdotto una concezione lineare del tempo, che convive con difficoltà con queste antiche visioni ancestrali.
Riassunto del tema: I toponimi di Rimatara
NUIOVA
Nome di uso corrente.
2) ORONUIOVA Oro è il luogo legato alla guerra del re Pomare. Egli chiese al re Kamehameha I delle Hawai’i, al re Tamatoa I di Raiatea e al re Tamaeva I di Rimatara di adottare ’Oro come propria divinità. Soltanto Tamaeva I accettò.
3) HA’APAPA’URA La terra che emerge.
4) RIMATARA È il nome attribuito ai cinque bassifondi dell’oceano che circondano l’isola e alle cinque creste che la caratterizzano.
Questi elementi sono paragonati alle cinque dita della mano: i bassifondi rappresentano il dorso della mano.
Quando la mano si chiude a pugno, simboleggia l’isola che si protegge; quando invece si apre, l’isola è in pace.
Da questo simbolismo deriva il nome Rimatara.
Gruppo TAHITI ORA
Categoria: HURA TAU
Data di fondazione del gruppo: 20 marzo 2008
Capogruppo: Tumata ROBINSON
Assistente e responsabile dell’organizzazione: Taua TUARAU
Coreografi: Mehani MOURIN, Toriki KAVERA e Victor TEFAAORA
Direttore d’orchestra: Kamaho’i TUIA
Ra’atira: Oscar TEREOPA
Regista: Teraurii PIRITUA
Autore del tema, del patau, del canto Pi’i A Ru’i e degli ‘ōte’a:
Heremoana MAAMAATUAIAHUTAPU
Autore dei dialoghi e del canto finale: Tevaeara’i TIXIER
Compositori dei canti: Brunot DEMOUGEOT e Heremoana MAAMAATUAIAHUTAPU
’Ōrero, oratore in concorso: Pascal TEAUROA
Migliore danzatrice: Vaiatua JOUEN
Miglior danzatore: Toriki KAVERA
Titolo del tema: Resilienza
Presentazione del gruppo
Tahiti Ora nasce nel 2008, per iniziativa di Tumata Robinson.
In occasione del Heiva i Tahiti 2011, la compagnia presenta, nella categoria Hura Tau, lo spettacolo La leggenda di Marukoa, accolto con entusiasmo e premiato con sei riconoscimenti.
Nel 2014 torna sulla scena con Pīfao, La Maledizione, una creazione di grande intensità che ottiene cinque premi, confermando l’identità artistica della compagnia.
Purtroppo, nel 2020, questo slancio viene bruscamente interrotto dalla pandemia mondiale.
Nel 2021, in occasione del festival Tahiti Ti’a Mai, la compagnia ritrova il mitico palcoscenico di To’atā con lo spettacolo ORIHAERERA’A, ristabilendo così il legame con il pubblico e l’emozione della condivisione.
Quest’anno, Tahiti Ora presenta per l’ultima volta una creazione intitolata Ti’Aora, un’opera che parla di sofferenza, resilienza, speranza e trasmissione.
Riassunto del tema: Resilienza
Hiti-Mārama è un’isola montuosa dalla vegetazione lussureggiante, attraversata da numerosi corsi d’acqua cristallini e circondata da lagune ricche di pesce. I suoi abitanti, suddivisi in tre clan, prosperano fin dai tempi del popolamento dell’isola da parte dei navigatori polinesiani.
Il clan principale, che dà il proprio nome all’isola, è guidato dal grande capo Ariinuimārama.
La sua compagna, Eeva, è la sorella di Tunuiitera’i, re del clan Marama i Uta. Hanno una figlia, Tautiare, educata fin dall’infanzia a succedere al padre, e due figli più piccoli.
Hanimoana è la capoclan dei Mārama-i-Tai e suo figlio Teri’inui è già un navigatore e pescatore di grande fama.
In quei tempi antichi, l’apparizione delle Pleiadi sopra l’orizzonte, che annunciava il ritorno della stagione delle piogge e del periodo dell’abbondanza, rappresentava un avvenimento di fondamentale importanza, celebrato con rituali religiosi e feste collettive.
L’arrivo di Matari’i i Ni’a viene onorato da tutta la popolazione riunita nel villaggio principale.
Terminati i festeggiamenti, ciascuno fa ritorno al proprio villaggio e riprende le proprie occupazioni, lieto di quei calorosi momenti di condivisione.
Ma quell’equilibrio viene spezzato da una tempesta devastante.
Le inondazioni, provocate dalle violente mareggiate e dai torrenti in piena, seminano distruzione e morte.
Ariinuimārama ed Eeva perdono i loro due figli più piccoli.
L’intera comunità cerca di rimarginare le proprie ferite, assistendo impotente alla lenta discesa negli abissi della disperazione di Eeva, annientata dalla morte prematura dei suoi bambini.
Prigioniera del proprio dolore, perde la ragione.
Le lune si susseguono.
Mentre Ariinuimārama continua ad assolvere il suo dovere di capo, dirigendo i lavori di ricostruzione dell’isola, è la sofferenza di Tautiare, unita al nascente amore che la lega a Teri’inui, a riuscire finalmente a strappare Eeva al suo torpore mortale.
Fin dalle nostre origini, le isole polinesiane, esposte ai cataclismi naturali, hanno insegnato al popoli la resilienza: la capacità di sopportare le prove, di ricostruire e ricostruirsi, di rialzarsi e di continuare a guardare con determinazione verso il futuro.









