Seconda serata della Heiva I Tahiti, con il gruppo di danza della penisola, che apre lo spettacolo con grande energia e magnifici costumi.
A seguire le due corali, ’O Tamari’i Afareaitu in categoria TĀRAVA TAHITI e TAMARI’I TEPETI NO PARE NUI in categoria TĀRAVA RAROMATA’i.
Il gruppo Toakura non ha potuto ballare a causa della forte pioggia.
Gruppo ’FA’A-TŪ-TIRA
Categoria Hura Ava Tau,
Data di fondazione del gruppo: agosto 2025
Capogruppo: Temoe (Trixie TERIITAHI)
Coreografo: Ohau TARAFAU
Direttore d’orchestra: Teiarii TEPEA
Ra’atira (responsabile del gruppo): Patrick KAIHA
Autori del tema e della traduzione: Randy e Manarii HAEREHOE
Autrice e compositrice dei canti: Rimaheipua TARAUFAU
’Ōrero, oratore in concorso: Raymond MATEHAU
Miglior danzatore: Teanuanua FIU
Migliore danzatrice: Heitea TAPUTU
Titolo dello spettacolo: La nuova generazione di Tautira
Presentazione del gruppo ’FA’A-TŪ-TIRA
La compagnia ’Fa’a-Tū-Tira è nata dalla volontà condivisa dei membri dell’associazione Natiāroa di animare, riunire e valorizzare la gioventù di Tautira. Guidata da questo impegno, si inserisce in un percorso di trasmissione che coniuga l’eredità culturale con l’espressione contemporanea.
Dopo una prima partecipazione al Heiva di Taiarapu Est, l’associazione ha deciso di fare un passo ulteriore creando un gruppo di danza destinato al palcoscenico della Heiva I Tahiti.
Oggi il gruppo ’Fa’a-Tū-Tira riunisce giovani provenienti dai quattro grandi quartieri di Tautira, uniti dalla stessa passione e dallo stesso orgoglio per le proprie radici.
Quest’anno rappresenta un momento particolarmente significativo: sono trascorsi dieci anni dall’ultima esibizione di Tautira sul palcoscenico di To’atā. Con questa partecipazione, la compagnia incarna il rinnovamento di una comunità ricca della propria storia e del proprio mana.
È con onore, umiltà e determinazione che oggi ’Fa’a-Tū-Tira porta la voce di Tautira, facendo vivere, attraverso la danza e il canto, l’anima di un’intera comunità.
Riassunto del tema: Memoria di un nome, rinascita di un popolo
Un tempo, all’estremità della penisola di Tahiti, là dove l’isola disegna la testa del grande pesce, sorgeva Fatutira, luogo sacro e cuore pulsante del popolo dei Teva i Tai.
Lì si innalzava un tira, il palo sacro eretto verso il cielo come legame tra gli uomini e gli dèi. Finché rimaneva in piedi, il mana irradiava la sua forza, regolando la vita, guidando il susseguirsi delle stagioni, sostenendo il potere dei capi e l’equilibrio del mondo.
Poi giunsero i tempi dello sconvolgimento.
Arrivarono gli stranieri, portando con sé nuove leggi e nuovi poteri. I combattimenti scossero la terra e, poco a poco, l’antico ordine vacillò. Alla fine il palo sacro cadde, trascinando con sé una parte della forza e dello splendore di Fatutira.
Seguì un altro cambiamento, più discreto ma altrettanto profondo: quello delle parole.
Per rispetto dei nomi divenuti tapu, tabù, Fatutira fu ribattezzata Tautira. Dal gesto del fa’ati’a, innalzare, si passò a quello del ta’u, deporre, come se ciò che un tempo si ergeva verso il cielo fosse ormai stato deposto.
In questo mutamento linguistico si cancellava una memoria e si trasformava un’identità.
Eppure nulla scompare davvero.
Sotto la terra, le radici continuano a vivere. I racconti degli antenati, le voci degli eroi e delle divinità risuonano ancora nelle vallate, lungo la barriera corallina e nel soffio del vento.
Il mana, energia ancestrale, non ha mai abbandonato queste terre: si è semplicemente nascosto, in attesa di rinascere.
Oggi ricordiamo.
Con le nostre voci rialziamo ciò che un tempo era stato abbattuto. Restituiamo forza al nome, alla terra e agli antenati.
Perché Tautira è ancora la testa del grande pesce, il luogo da cui nasce l’impulso vitale. E nei nostri canti, nelle nostre danze e nelle nostre parole, il palo sacro si innalza di nuovo verso il cielo.
Gruppo ’O Tamari’i Afareaitu
Categoria TĀRAVA TAHITI
Data di fondazione del gruppo: marzo 2016
Capogruppo e Ra’atira: Sig.ra Turumai Winnie REIA-TERAI
Autrice del tema: Sig.ra Turumai Winnie REIA-TERAI, con il contributo della Sig.ra Tehea MARUHI-NAHEI
Autori e compositori dei canti: Sig.na Poeiti PAPAI, Sig. Rupena TERE, Sig. Charly Maitihau Tāne, Sig.ra Winnata MAITIA-TERAI e Sig.ra Turumai Winnie REIA-TERAI
Costumi: Sig. John, detto Vaimeha, TAURUA-FAARUIA
Titolo del spettacolo: IL TUO RIMEDIO MĀ’OHI, LA TUA FEDE MĀ’OHI: LA TUA VITA
Presentazione del gruppo ’O Tamari’i Afareaitu
Ecco Afareaitu, la Casa di Dio, la Casa Reale, Afareaitu dalle parole preziose, portate dall’amore.
Afareaitu, culla del rinnovamento, che si estende da Manino fino a Paroa.
’Aimeho la Grande, l’antico nome di Mo’orea, dalle otto irradiazioni, è la mano che oggi accompagna nuovamente questa gioventù dell’isola sul palcoscenico di To’atā.
Rallegriamoci! Il progetto del dio Ta’aroa si è compiuto!
Come ricorda il loro antico motto:
“Se danzi, allora canti pure.” Perché danza e canto sono un tutt’uno, inseparabili.
Allo stesso modo, la rā‘au Mā’ohi, medicina tradizionale, costituisce parte integrante dell’identità e della fede Mā’ohi.
È questa la convinzione che la compagnia ’O Tamari’i Afareaitu desidera esprimere attraverso il tema della sua rappresentazione: Il tuo rimedio, la tua fede.
Riassunto del tema: IL TUO RIMEDIO MĀ’OHI, LA TUA FEDE MĀ’OHI: LA TUA VITA
Con la sua voce delicata, Miri racconta come il profondo amore che univa i suoi genitori li abbia aiutati ad accettare il destino di non poter avere figli, nonostante il ricorso alla medicina tradizionale Mā’ohi. Racconta anche come la loro fede incrollabile abbia dato loro la forza di affrontare la prova della sterilità.
Passarono sei lune e, infine, gli antenati risposero alle loro preghiere. Affidarono loro una neonata, una bambina che adottarono e chiamarono Miri.
La piccola crebbe circondata dall’amore, dalla benevolenza e dal rispetto. Ereditò dai suoi genitori il sapere tradizionale: la conoscenza delle piante medicinali, i gesti e le preghiere necessari per curare e guarire.
Oggi Miri sente il cuore stringersi e si interroga con preoccupazione: chi sarà il prossimo guaritore? Nessuno dei suoi figli sembra pronto a raccogliere il testimone.
Eppure, nonostante i dubbi e le incertezze, continua ad avere fede. Decide così di trasmettere al proprio nipote tutte le conoscenze ricevute in eredità, affinché la catena del sapere non si interrompa mai e la tradizione della medicina Mā’ohi continui a vivere per sempre.
La donna rappresenta la terra, il fondamento del regno terreno, la porta d’accesso alla vita per il popolo Mā’ohi. L’uomo rappresenta il cielo, la volta sovrastante, la mano che dà vita alla stirpe.
Il cielo è illuminato di stelle: lassù brilla Matari, la costellazione delle Pleiadi. La terra entra nella stagione dell’abbondanza, rigogliosa dei doni che sostengono la vita.
Gruppo TAMARI’I TEPETI NO PARE NUI
Categoria: TĀRAVA RAROMATA’I
Data di fondazione del gruppo: ottobre 2024
Capogruppo: Georgette TRAMIER, nata VAHIRUA
Autore del tema e dei canti: Yann PAA
Compositrice dei canti: Teata PERRY
Titolo del tema: Non dimenticare chi sei e da dove vieni
Presentazione del gruppo TAMARI’I TEPETI NO PARE NUI
La compagnia TAMARI’I TEPETI NO PARE NUI nasce dalla parrocchia protestante Mā’ohi di Pīra’e. Partecipa per la seconda volta al Heiva I Tahiti. Nel 2025 ha ottenuto il 3º premio nella categoria Tārava Raromata’i.
Questo progetto è promosso dal comitato delle donne protestanti, con il duplice obiettivo di ampliare le proprie attività oltre il solo ambito religioso e di valorizzare e celebrare il patrimonio culturale Mā’ohi.
L’iniziativa riflette la volontà di radicare la fede nella vita della comunità, creando uno spazio in cui tradizione e spiritualità si incontrano e collaborano nella trasmissione del patrimonio culturale alle nuove generazioni.
Riassunto del tema: NON DIMENTICARE CHI SEI E DA DOVE VIENI
Prima che il viaggio abbia inizio, ascolta la voce della tua terra: ti ricorda chi sei e da dove vieni.
Quella sera, un giovane si preparava a partire per la Francia per arruolarsi nell’esercito.
I suoi genitori erano davanti a lui, nel momento della cerimonia d’addio. Lo osservavano cercando di nascondere la loro preoccupazione. Quando venne il momento di abbracciarlo per l’ultima volta, gli dissero semplicemente:
“Non dimenticare chi sei e da dove vieni.”
Qual è il significato profondo di queste parole?
Al di là delle parole stesse, queste racchiudono una forza straordinaria, l’energia che i genitori vogliono trasmettere al figlio nel momento in cui lascia la propria terra. Per quanto siano divorati dall’ansia e il legame familiare sembri spezzarsi fisicamente, come accade a ogni figlio che prenda il volo per costruire la propria vita, esiste un vincolo molto più profondo, che non può essere reciso.
Perché, nonostante la separazione, rimane il legame del cordone ombelicale, quello che secondo la tradizione viene sepolto nella terra d’origine, secondo la tradizione polinesiana, e dal quale continuano simbolicamente a germogliare nuovi rami, saldamente nutriti dalle robuste radici che affondano nel suolo delle proprie origini.
Quel cordone non si spezza mai. Diventa una radice invisibile, un richiamo silenzioso a tutto ciò che ci ha dato la vita: la famiglia, la terra natale, la cultura che ci ha formato, la lingua che custodisce la nostra identità e lo spirito che conserva la memoria degli antenati.
Tutto questo diventa una bussola interiore, capace di guidare i nostri passi affinché non ci smarriamo mai e possiamo sempre ritrovare la strada che conduca a casa.










