Quattro voci della poesia polinesiana

In occasione di Matari’i I Raro, il tramonto della costellazione delle Pleiadi (di cui abbiamo parlato qualche giorno fa), ho assistito al dibattito di quattro autori polinesiani. Si tratta di Tonyo Toomaru, autore e membro della giuria della Heiva I Tahiti per il Reo Mā’ohi, la lingua polinesiana; Valérie Tetuaheeroa Murat, poetessa; Patricia Bennel professoressa di letteratura in pensione, oggi scrittrice, e il suo compagno Isidor Hiro, intellettuale polinesiano.
Tonyo Toomaru, ha presentato la sua ricerca sul poeta Henri Hiro, mettendo in luce la lotta contro il colonialismo francese che portò questo intellettuale a produrre opere in Reo Mā’ohi, la lingua polinesiana, e in francese, con l’obiettivo di preservare l’identità comunitaria, sociale, culturale, linguistica e ideologica del suo popolo.
Henri Hiro è riconosciuto come figura guida, padre del rinnovamento culturale delle isole del Pacifico.
“Quando una cosa è abbandonata è frutto di pregiudizio”, queste le parole di Henri Hiro sul Reo Mā’ohi, il polinesiano a rischio di estinzione. Ecco una sua poesia:

O oe to oe rima
To rima te pū mau,
To rima e p
ū ora,
Ei rima huri fenua,
Ei rima raverave,
Ei rima atuatu,
Ei rima aupuru,
Ei rima faahotu,
Ua tià te parau ra e :
“I te rui ia Turu, E rui tano no te tanu.”

Le tue mani ti appartengono
Le tue mani sono vere,
Le tue mani sono sorgente di vita,
Mani che coltivano la terra,
Mani che lavorano,
Mani che amano,
Mani che proteggono,
Mani che producono.
Per questo si dice:
“Quando si semina la solidarietà,
si semina giusto per poter piantare e far crescere”.

Questo testo è diventato una canzone di Bobby Holcomb

I poemi di ine o te ā’au dell’autrice, Valérie Tetuaheeroa Murat, sono accessibili a un gran numero di lettori, grazie alla traduzione in francese.
Ti accolgono in un viaggio attraverso paesaggi poetici, attraversando una variegata gamma di atmosfere: dal profumo ammaliante del monoi al grido di ribellione, dal lamento di un malinconico vivo (flauto nasale) alle esplosioni di risate in un canto chiassoso, ai misteriosi mormorii dell’universo.
Le meraviglie e le perfezioni di arutaimāreva, l’ambiente, ispirano celebrazioni in cui l’esperienza sensoriale si fonde con la dimensione spirituale, in una scrittura ora scientificamente precisa ora simile a uno schizzo, la cui accuratezza e semplicità sono commoventi.
Aria, terra e acqua si presentano con un bagliore luminoso. Gli esseri umani, con i loro punti di forza e di debolezza, sono presenti attraverso l’evocazione dei rapporti familiari e dell’amore romantico. Infanzia, maternità, famiglia, amore: temi in cui la tenerezza si mescola all’angoscia, a volte con immagini di forte impatto… I testi di Valérie Murat non rivelano mai tutto, lasciano spazio all’interpretazione e al sogno.
Scritta in reo Tahiti, la lingua madre dell’autrice, questa poesia della raccolta ine o te ‘ā’au (I Posatoi del Cuore) rappresenta il discorso solenne della lingua polinesiana personificata.

Tē paraparau nei te reo
Hoa here mā
Tāvini mā
parau nei outou e ua ineine outou i te ahu i te haana tamai
la pānoonoo ore au
E n
ō te pāruru i tō’u nei ora
Putapū t
ō’u ‘ā’au e tahe roa tō ‘u roimata i mua i tō ‘outou tāivaore
‘Āhiriaita outou ua tā’ati ae nā paha ia vau i tō’u mau tupuna vaerua o tei faahanahana 
noa nā ia tātou.
Ua tā’ati atoa paha ia vau i te mau tāpeara a vārua hāupeupe o te mau reo i pāpāhia
Atia rā, nō tō ‘outou iti
E paruparu
e e mou roa atu outou
reira a toro mai i tō tarī’a nō tō ‘outou here iau
Eere roa atu te hō’ē nuu faehau ineine i te manii i tō rātou toto
Nō te pāruru i te ho
’ē pare tā’u e hinaaro nei
u e hinaaro nei e ipo marū e te ‘ōvi ia fānau mai au
I tā
u huā ai i te pō ‘e te ao
Eiaha tō taria e tō feruriraa ia māheaitu
la faa ōhipahia vau mai te hō’ē tino hanahana
O vau hoi tō reo tumu
O teie huru ora tā’u e ‘ōpua nei i te ora ia hiemateoa vau
Mai teie nei ē a muri noa atu

Valérie Tetuaheeroa Murat – Rāine o te ‘ā’au

Parla l’idioma
Amici
Servitori
Dite di essere pronti a prendere le armi
Per garantire la mia sicurezza
E forse anche la mia sopravvivenza
La vostra lealtà mi commuove fino alle lacrime
Senza di voi, forse mi sarei già unita alle anime degli antenati
Che hanno reso grande la nostra cultura
O semplicemente al nebuloso limbo degli idiomi infranti
Eppure credetemi, troppo pochi di voi
Sareste infine indeboliti, annientati. Quindi ascoltate bene, per amor mio
Desidero meno una guardia di soldati pronti a versare il loro sangue
In difesa di una fortezza
Che amanti teneri e vigorosi che mi abbraccino e mi rendano Madre ogni giorno e ogni
notte
Che le vostre orecchie e la vostra mente non si offendano.
Sì, che osino usare me, la lingua madre,
Come un corpo sublime
Perché questa è la vera vita a cui aspiro per esultare
Per sempre e in eterno

Patricia Bennel, docente di letteratura moderna, ha dedicato la sua vita professionale all’insegnamento e alla ricerca pedagogica prima di dedicarsi alla scrittura, carriera al servizio dell’istruzione e della cultura polinesiana
Patricia Bennel ha costruito la sua carriera su una duplice passione: insegnare lingua e letteratura francese e promuovere la cultura polinesiana. Ha insegnato in Francia, dal 2000 in poi in Polinesia francese, impegnandosi ad adattare l’insegnamento della lingua francese alla cultura locale.
Patricia Bennel ha pubblicato due libri, il primo, da cui è tratto la poesia seguente, si intitola Poemi della Polinesia e del Cuore.

Ce Pays
Ce pays où la langue est souffle et chant
certains mots sont poèmes,
Ce pays où la nourriture, issue de la terre-mère est sacrée
le fruit de la terre peut soigner.
Ce pays où les chants d’oiseaux sont présages,
Ce pays où les montagnes parlent à qui les écoute,
Ce pays où la musique est évidence,
Ce pays où l’on peut presque mourir de ne pas danser.
Ce pays où l’homme est devenu arbre pour nourrir les siens
Maui traversa le corps de la mort
Et périt au seuil de l’immortalité.
Ce pays où les ancêtres devenaient des dieux
Ce pays ou des îles, couchées comme des rêves sur I’océan,
Appellent à passer dans l’atemporel,
Ce pays où toute pierre a son secret
Et tout lieu sa légende,
Ce pays où les murmures de l’océan sont des messages
Ce pays où l’Océan est le plus grand marae
Ce pays où le parfum du tiare tahiti est une vérité.
Ce pays où des hommes forts comme des arbres relèvent celui qui est tombé,
Ce pays où des femmes au cæur douloureux sont parées de sourires.
Ce pays où d’un regard on devine le cæur de l’autre.
Ce pays existe toujours,
Il s’offre
à nous au détour d’un chemin
Au coin d’une rue.
Mais
à notre époque d’uniformité
Ce pays est menacé.
Protégeons-le.

Questo paese
Questo paese dove la lingua è soffio e canto
Dove certe parole sono poemi,
Questo paese dove il cibo, nato da Madre Terra, è sacro
Dove i frutti della terra possono guarire.
Questo paese dove il canto degli uccelli è un presagio,
Questo paese dove le montagne parlano a chi le ascolti,
Questo paese dove la musica è evidenza,
Questo paese dove si può quasi morire per non aver ballato.
Questo paese dove l’uomo si è trasformato in albero per nutrire il suo popolo 1)

Dove Maui  ha attraversato il corpo della morte 2)
E perì sulla soglia dell’immortalità.
Questo paese dove gli antenati sono diventati dèi
Questo paese dove le isole, adagiate come sogni sull’oceano,
Invitano a passare nell’eterno,
Questo paese dove ogni pietra custodisce il suo segreto
E ogni luogo la sua leggenda,
Questo paese dove i sussurri dell’oceano sono messaggi
Questo paese dove l’Oceano è il più grande marae 3)
Questo paese dove il profumo del tiare tahiti è una verità. 4)
Questo paese dove uomini forti come alberi rialzano chi è caduto,
Questo paese dove donne dal cuore affranto si adornano di sorrisi.
Questo paese dove con uno sguardo si indovina il cuore dell’altro.
Questo paese esiste ancora,
Si rivela a noi in una curva del cammino
In un angolo di strada.
Ma nella nostra epoca di uniformità
Questo paese è minacciato.
Proteggiamolo.

Isidor Hiro, fratello di Henri Hiro, nella sua raccolta di poesie Pehepehe no te tau, I Canti del Tempo, ha scelto come tema il tempo perché iIl tempo non ha nulla a che vedere con ciò che fanno gli uomini”. Spesso si è nostalgici dei bei tempi passati, ma no, il tempo non cambia, sono gli uomini a farlo.
Ho tradotto il suo poema ‘Āhiri ‘Oe, Se Tu, che, grazie all’amicizia col cantante Aldo Raveino, è diventato una canzone, popolare in Polinesia.

AHIRI
Ahiri noa ae oe i pii mai, (e) taria tou faaroo
Ahiri oe i mau i tau rima ei haerea papu nou
Ahiri oe (i) tarape noa ae mai, ua tae atu vau ia ‘oe
Ahiri oe i tapae mai, e tipaeraa ia tou
Ahiri e
Ahiri noa ae te Tau e
Ahiri e
Ahiri oe i hipahipa mai, e hohoa ia tou
Ahiri oe i pehepehe mai, e pehe atoa ia tau
Ahiri oe i upaupa mai, e ori atoa ia tau
Ahiri oe i patoto mai, e uputa ia tou nei
Ahiri e
Ahiri noa ae te tau e
Ahiri e

E te Tau e, o oe iho a tena
Ho
e huru oe inanahi ra, teie mahana, ananahi atu e
A Tau e a hiti noa atu e

Se…
Se solo mi avessi chiamato, ti avrei ascoltato
Se solo mi avessi tenuto la mano per rendere il mio cammino più sicuro
Se solo mi avessi fatto cenno, sarei venuto da te
Se solo fossi venuto a casa mia, ti avrei offerto un rifugio
Se…
Se solo il tempo
Se…
Se solo mi avessi guardato, sarei esistito
Se solo avessi cantato, avrei cantato anch’io
Se solo avessi suonato uno strumento, avrei ballato
Se solo avessi bussato alla mia porta, l’avrei aperta
Se…
Se solo il Tempo
se…

Tempo, tu sei ciò che sei
Sei sempre lo stesso, ieri, oggi, domani
Fino alla fine dei Tempi

N O T E

1) Allusione alla leggenda dell’albero del pane: durante una grande carestia, un uomo dell’isola di Ra’iatea, Ruata’ata, accettò che gli dèi lo trasformassero in un albero del pane per nutrire la sua famiglia e il suo popolo.
2) Maui, eroe polinesiano, decise di sconfiggere la morte per salvare sua madre e tutta l’umanità. Per farlo, doveva attraversare il gigantesco corpo della sua grande antenata, Hine-nui-i te-pô, ed emergere dalla sua bocca. Proprio mentre stava per riuscirci, un uccellino cantò, la dea si risvegliò e chiuse le sue gigantesche fauci sulla testa di Maui.
Se fosse riuscito nell’impresa, lui e tutti gli umani avrebbero ottenuto l’immortalità.
3) Marae: luogo di culto e di assembramento, costituito da ampie spianate lastricate di pietre, a volte con pietre drizzate, dove nell’antica Polinesia si svolgevano cerimonie religiose.
4) Tiare Tahiti: piccolo fiore bianco dal profumo indimenticabile, uno dei simboli di Tahiti e delle sue isole, offerto come segno di benvenuto. Viene utilizzato per realizzare collane e corone.